L’Europa nella «rotazione» Usa

L’arte della guerra

Due brigate corazzate pesanti Usa di stanza in Germania, per complessivi 7mila uomini, stanno facendo i bagagli per tornare a casa: lo ha annunciato il segretario alla difesa Leon Panetta. Finalmente Washington, sotto la presidenza di un Premio Nobel per la pace, ha imboccato la via del disarmo cominciando a ritirare le sue forze dall’Europa? Tutt’altro. Es-se scenderanno da 81mila a 74mila uomini, di cui circa la metà truppe terrestri, ma quelle ritirate saranno sostituite da «unità rotanti». Gli europei possono dunque stare tranquilli: gli Usa non li lasceranno soli in un mondo così pericoloso. Anzi, «gli europei vedranno sul loro territorio più forze statunitensi», poiché le basi in Europa serviranno a una più frequente rotazione di forze Usa in Medio Oriente, Africa, Asia ed Europa orientale. Le truppe terrestri saranno concentrate in due unità: una brigata corazzata leggera in Germania e una aviotrasportata a Vicenza. Un altro passo avanti nel «riallineamento» strategico effettuato dal Pentagono, che ridisloca le proprie forze dall’Europa centrale e settentrionale a quella meridionale e orientale, per proiettarle più efficacemente nelle aree d’importanza strategica. In tale quadro – scrive l’ambasciata Usa a Roma in un cablogramma filtrato attraverso WikiLeaks – l’Italia è «divenuta la base del più importante dispositivo militare schierato fuori dagli States, e con il Comando Africa (che ha in Italia due sottocomandi) sarà partner ancora più significativo della nostra proiezione di forza». Lo conferma l’ultimo inventario ufficiale delle 4.214 basi militari che gli Usa hanno sul proprio territorio e delle 611 che mantengono in altri paesi (Base Structure Report 2011). In Italia il Pentagono possiede 1.395 edifici e ne ha in affitto o concessione altri 1.062, per una superficie complessiva di quasi 2 milioni di metri quadri. Essi sono distribuiti in 40 siti principali, cui se ne aggiungono altri minori portando il totale a 60. Ciò significa che, dopo il Vaticano, è il Pentagono il più grosso proprietario immobiliare in Italia. Un investimento molto redditizio, non solo perché l’Italia contribuisce economicamente al mantenimento di tali basi, ma perché esse permettono una «proiezione di forza» più rapida e meno costosa di quella effettuata dal territorio continentale degli Stati uniti. L’altro fondamentale vantaggio è che in Italia tutti i governi, sia di centro-destra che di centro-sinistra, sono stati finora a piena disposizione del Pen-tagono. Vicenza, Aviano, Ghedi Torre, Livorno, Pisa, Napoli, Gaeta, Sigonella, Niscemi e altre località fanno ormai parte della geografia del Pentagono. Qui gli Usa basano i loro co-mandi, le loro forze di proiezione rapida, i loro armamenti (compresi quelli nucleari), i loro più avanzati sistemi di telecomunicazioni militari. Da qui ruotano le forze statunitensi, svolgendo non solo la loro funzione militare, ma una importante funzione politica: «Nella misura in cui rimangono in Europa significative forze statunitensi – spiega una commissione congressuale – la leadership può essere mantenuta». Per questo, assicura Panetta, l’impegno militare Usa in Europa è «incrollabile».



Articles Par : Manlio Dinucci

A propos :

Manlio Dinucci est géographe et journaliste. Il a une chronique hebdomadaire “L’art de la guerre” au quotidien italien il manifesto. Parmi ses derniers livres: Geocommunity (en trois tomes) Ed. Zanichelli 2013; Geolaboratorio, Ed. Zanichelli 2014;Se dici guerra…, Ed. Kappa Vu 2014.

Avis de non-responsabilité : Les opinions exprimées dans cet article n'engagent que le ou les auteurs. Le Centre de recherche sur la mondialisation se dégage de toute responsabilité concernant le contenu de cet article et ne sera pas tenu responsable pour des erreurs ou informations incorrectes ou inexactes.

Le Centre de recherche sur la mondialisation (CRM) accorde la permission de reproduire la version intégrale ou des extraits d'articles du site Mondialisation.ca sur des sites de médias alternatifs. La source de l'article, l'adresse url ainsi qu'un hyperlien vers l'article original du CRM doivent être indiqués. Une note de droit d'auteur (copyright) doit également être indiquée.

Pour publier des articles de Mondialisation.ca en format papier ou autre, y compris les sites Internet commerciaux, contactez: [email protected]

Mondialisation.ca contient du matériel protégé par le droit d'auteur, dont le détenteur n'a pas toujours autorisé l’utilisation. Nous mettons ce matériel à la disposition de nos lecteurs en vertu du principe "d'utilisation équitable", dans le but d'améliorer la compréhension des enjeux politiques, économiques et sociaux. Tout le matériel mis en ligne sur ce site est à but non lucratif. Il est mis à la disposition de tous ceux qui s'y intéressent dans le but de faire de la recherche ainsi qu'à des fins éducatives. Si vous désirez utiliser du matériel protégé par le droit d'auteur pour des raisons autres que "l'utilisation équitable", vous devez demander la permission au détenteur du droit d'auteur.

Contact média: [email protected]