Tre minuti a Mezzanotte

L'arte de la guerra

La lan­cetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segna­tempo sim­bo­lico che sul «Bul­le­tin of the Ato­mic Scien­tists» indica a quanti minuti siamo dalla mez­za­notte della guerra nucleare, è stata spo­stata in avanti: da 5 a mez­za­notte nel 2012 a 3 a mez­za­notte nel 2015, lo stesso livello del 1984 in piena guerra fredda. Sui grandi media, la noti­zia è pas­sata quasi del tutto sotto silenzio.

Eppure a lan­ciare l’allarme sono noti scien­ziati dell’Università di Chi­cago che, con­sul­tan­dosi con altri (tra cui 17 Premi Nobel), valu­tano la pos­si­bi­lità di una cata­strofe pro­vo­cata dalle armi nucleari in con­co­mi­tanza con il cam­bia­mento cli­ma­tico dovuto all’impatto umano sull’ambiente. Il cauto otti­mi­smo sulla pos­si­bi­lità di tenere sotto con­trollo la corsa agli arma­menti nucleari è sva­nito di fronte a due ten­denze: l’impetuoso svi­luppo di pro­grammi per la moder­niz­za­zione delle armi nucleari e il sostan­ziale blocco del mec­ca­ni­smo di disarmo. Al primo posto, tra le cause del rilan­cio della corsa agli arma­menti nucleari, gli scien­ziati sta­tu­ni­tensi met­tono il pro­gramma di «moder­niz­za­zione» delle forze nucleari Usa, che com­porta «un costo astro­no­mico». Con­fer­mano così quanto già docu­men­tato sul mani­fe­sto (24 set­tem­bre 2014): il pre­si­dente Obama – insi­gnito nel 2009 del Pre­mio Nobel per la Pace per «la sua visione di un mondo libero dalle armi nucleari, che ha poten­te­mente sti­mo­lato il disarmo» – ha pre­sen­tato 57 pro­getti di upgrade di impianti nucleari mili­tari, con un costo sti­mato di 355 miliardi di dol­lari in dieci anni.

Il pro­gramma pre­vede anche la costru­zione di 12 nuovi sot­to­ma­rini da attacco nucleare (cia­scuno con 24 mis­sili in grado di lan­ciare fino a 200 testate nucleari), altri 100 bom­bar­dieri stra­te­gici (cia­scuno armato di circa 20 mis­sili o bombe nucleari) e 400 mis­sili bali­stici inter­con­ti­nen­tali con base a terra (cia­scuno con una potente testata nucleare). Si stima che l’intero pro­gramma verrà a costare circa 1000 miliardi di dol­lari. Anche la Rus­sia, indi­cano gli scien­ziati sta­tu­ni­tensi, sta pro­ce­dendo all’«upgrade» delle sue forze nucleari. Lo con­ferma l’annuncio di Mosca che esse svol­ge­ranno nel 2015 oltre 100 eser­ci­ta­zioni. Secondo la Fede­ra­zione degli scien­ziati ame­ri­cani, gli Usa man­ten­gono 1920 testate nucleari stra­te­gi­che pronte al lan­cio (su un totale di 7300), in con­fronto alle 1600 russe (su 8000). Com­prese quelle fran­cesi e bri­tan­ni­che, le forze nucleari della Nato dispon­gono di circa 8000 testate nucleari, di cui 2370 pronte al lan­cio. Aggiun­gendo quelle cinesi, pachi­stane, indiane, israe­liane e nor­d­co­reane, il numero totale delle testate nucleari viene sti­mato in 16300, di cui 4350 pronte al lancio.

Sono stime appros­si­ma­tive per difetto, in quanto nes­suno sa esat­ta­mente quante testate nucleari vi siano in cia­scun arsenale.

Quello che scien­ti­fi­ca­mente si sa è che, se venis­sero usate, can­cel­le­reb­bero la spe­cie umana dalla fac­cia della Terra. A ren­dere la situa­zione sem­pre più peri­co­losa è la cre­scente mili­ta­riz­za­zione dello spa­zio. Una riso­lu­zione con­tro il dispie­ga­mento di armi nello spa­zio esterno, pre­sen­tata dalla Rus­sia alle Nazioni Unite, ha rice­vuto il voto con­tra­rio di Stati uniti, Israele, Ucraina e Geor­gia, e l’astensione di tutti i paesi dell’Unione euro­pea. Com­presa l’Italia dove, vio­lando il Trat­tato di non-proliferazione, vi sono 70–90 bombe nucleari Usa in fase di «ammo­der­na­mento», e per il secondo anno con­se­cu­tivo si è svolta l’esercitazione Nato di guerra nucleare. Dove i grandi media, che sem­brano illu­mi­narci su tutto, spen­gono i riflet­tori men­tre la lan­cetta dell’Orologio si avvi­cina alla mezzanotte.

Manlio Dinucci,  



Articles Par : Manlio Dinucci

A propos :

Manlio Dinucci est géographe et journaliste. Il a une chronique hebdomadaire “L’art de la guerre” au quotidien italien il manifesto. Parmi ses derniers livres: Geocommunity (en trois tomes) Ed. Zanichelli 2013; Geolaboratorio, Ed. Zanichelli 2014;Se dici guerra…, Ed. Kappa Vu 2014.

Avis de non-responsabilité : Les opinions exprimées dans cet article n'engagent que le ou les auteurs. Le Centre de recherche sur la mondialisation se dégage de toute responsabilité concernant le contenu de cet article et ne sera pas tenu responsable pour des erreurs ou informations incorrectes ou inexactes.

Le Centre de recherche sur la mondialisation (CRM) accorde la permission de reproduire la version intégrale ou des extraits d'articles du site Mondialisation.ca sur des sites de médias alternatifs. La source de l'article, l'adresse url ainsi qu'un hyperlien vers l'article original du CRM doivent être indiqués. Une note de droit d'auteur (copyright) doit également être indiquée.

Pour publier des articles de Mondialisation.ca en format papier ou autre, y compris les sites Internet commerciaux, contactez: [email protected]

Mondialisation.ca contient du matériel protégé par le droit d'auteur, dont le détenteur n'a pas toujours autorisé l’utilisation. Nous mettons ce matériel à la disposition de nos lecteurs en vertu du principe "d'utilisation équitable", dans le but d'améliorer la compréhension des enjeux politiques, économiques et sociaux. Tout le matériel mis en ligne sur ce site est à but non lucratif. Il est mis à la disposition de tous ceux qui s'y intéressent dans le but de faire de la recherche ainsi qu'à des fins éducatives. Si vous désirez utiliser du matériel protégé par le droit d'auteur pour des raisons autres que "l'utilisation équitable", vous devez demander la permission au détenteur du droit d'auteur.

Contact média: [email protected]